Prove generali di un Museo
Fin dai suoi inizi Fotografia Europea è stata l’occasione per riscoprire la nostra città. Quest’anno l’idea è stata quella di aprire alla città i cantieri che stanno trasformando due luoghi simbolo del centro storico: i Chiostri di San Pietro e Palazzo San Francesco, sede principale dei Musei civici. Per più di un mese il pubblico ha potuto visitare cantieri ancora non ultimati, ma certo in grado di anticipare i sorprendenti risultati che ne consentiranno una piena riappropriazione pubblica e, fino a tutto luglio, potrà ammirare l’instalazione di Italo Rota allestita all’ultimo piano e da lui stesso curata.
I Chiostri di San Pietro – scenografica ambientazione delle video installazioni dell’artista francese Ange Leccia e spettacolare quinta per le coreografie dello spettacolo di danza di Aterballetto in occasione della Notte bianca – a una visita anche parziale si sono confermati inedita testimonianza di straordinario valore artistico, in grado nel futuro di modificare sostanzialmente il livello di attrattività turistica della città.
L’apertura al pubblico dell’ultimo piano di palazzo San Francesco è il segnale dei lavori di ristrutturazione che saranno appaltati in tempi brevi. All’insegna del motto “Il museo è ora” il processo di riallestimento del Museo è iniziato con una prima installazione che ha voluto sperimentare le nuove modalità di presentazione dei materiali invitando la città al coinvolgimento e a fornire stimoli e contributi di creatività.
Palazzo San Francesco rimarrà l’affascinante museo caro alla memoria di tanti reggiani e manterrà intatte le sue prestigiose collezioni storiche, ma si porrà anche un obiettivo più ambizioso: coinvolgere la città sulle domande del nostro futuro. L’installazione proposta all’ultimo piano – curata dall’architetto Italo Rota che firmerà il progetto di riallestimento complessivo del Museo – ha voluto infatti anticipare e suggerire un nuovo modo di accostarsi ai materiali dei musei che caratterizzerà alcune delle sue nuove sezioni. Non più rigide divisioni tra gli ambiti del sapere, non più separatezza tra le diverse collezioni: testimonianza di tutti i tempi, dall’antichità a oggi, e di tutti i luoghi, dal nostro territorio alla terre più lontane, i Musei di Reggio Emilia possono, proprio per questa loro unicità, proporre una possibile lettura della complessità contemporanea, resa più semplice dall’immediatezza del confronto con la realtà fisica dei propri oggetti.
Questo il significato dell’allestimento proposto all’ultimo piano del palazzo, a partire dalle vetrine poste all’inizio della installazione in cui oggetti delle diverse collezioni si aprivano a domande della quotidianità di tutti, stimolando interesse e curiosità. Di grande effetto le stanze dedicate al confronto tre le diverse testimonianze della cultura planetaria in una data scelta come simbolo, il 1859, anno della pubblicazione dell’ Origine delle specie di Darwin, ma anche anno in cui la nostra città, conquistata l’indipendenza dal Duca, prende il nome di Reggio Emilia.
Altre stanze, attraverso l’accostamento e il nuovo dialogo tra materiali delle collezioni, sollecitavano temi di particolare attualità per la cultura contemporanea, mentre la ricostruzione di un interno anni Sessanta/Settanta, con alle pareti alcuni dipinti dell’epoca, ha voluto anticipare la sezione del prossimo museo dedicata alla cultura contemporanea, rilettura della cultura cittadina dal dopoguerra agli anni Ottanta, attraverso l’esposizione di dipinti, sculture, ma anche di mobili e oggetti di arredo, manifesti, registrazioni televisive. Inevitabile l’omaggio alla Venere di Chiozza, capolavoro per eccellenza dei Musei, eletta grande progenitrice del nostro territorio, inserita al centro di un allestimento fotografico di trecento ritratti di reggiani del nostro tempo.
La navata principale dei nuovi spazi era occupata dalla spettacolare installazione “Arca di Noè”: diversi cittadini hanno collocato sulla scena animali imbalsamati conservati nei depositi dei Musei in una veloce performance ripresa da un video e poi pubblicata sullo spazio facebook aperto dai Musei (next re) che costituirà “la prima sala” del nuovo sito del Museo on line a Natale, importante piattaforma di scambi che sarà l’elemento portante della sua identità. Nelle serate di apertura il pubblico era invitato a partecipare a un photo-contest: cinque immagini a testa per interpretare l’allestimento on line sullo spazio facebook, prima iniziativa di un coinvolgimento della città, che sarà uno degli aspetti più importanti del progetto. Un progetto che guarda al futuro sollecitando l’impegno e la responsabilità di ogni visitatore, chiamato ad assumersi un ruolo, non solo verso il rinnovamento del Museo, ma anche verso la città del domani.
*Direttore Musei civici di Reggio Emilia




