Le attività dei giovani creativi in centro storico con i contributi del Comune

Crisi - giovani Jacopo_optVolti nuovi nei negozi del centro storico grazie al bando lanciato dal Comune di Reggio per favorire l’insediamento di attività giovanili nel cuore della città. Con un contributo di 100mila euro l’Amministrazione comunale ha deciso di scommettere sullo spirito d’impresa e la creatività dei giovani under 35 e di aiutarli ad avviare attività economiche – commerciali, artigianali o professionali – nelle vie del centro, sostenendoli nel difficile momento dell’apertura e incoraggiandoli a fare impresa.

Si tratta di una scommessa vinta poiché i fondi (destinati alla copertura dell’affitto per il primo anno di attività) sono stati interamente assegnati (sono 10 i progetti beneficiari) e già si vedono le prime aperture di questi nuovi spazi, dedicati soprattutto ai settori comunicazione e creatività, servizi per il tempo libero e il commercio.

Comunicazione e arte

Tra i primi ad aprire i battenti lo studio CSArt comunicazione di Chiara Serri che in via san Pietro Martire, in quella che fu la storica bottega del calzolaio Piero, ha dato vita a uno spazio dedicato al mondo dell’arte e alla sua promozione attraverso servizi di comunicazione e consulenza per l’organizzazione di mostre ed eventi culturali e la creazione di un portale per artisti, gallerie, operatori e associazioni culturali. «Questo bando offre una grande opportunità per i giovani che vogliono avviare un’attività – dice la giovane imprenditrice – Da anni volevo aprire uno spazio come questo, dedicato all’arte, ma un po’ le difficoltà economiche, un po’ la mancanza di coraggio non facevano decollare questo progetto. Senza questo bando forse non avrei aperto perché le spese sono davvero tante e altre forme di contributi non ne ho trovate. Nel mio caso era poi vitale insediarsi in centro storico, per aver visibilità ed essere vicina alle gallerie d’arte».

Condizione del bando era infatti quella di collocare la propria attività in centro e in particolare nelle zone di via Ariosto, corso Garibaldi, via Roma, via Emilia Santo Stefano e San Pietro (nei tratti più esterni, in prossimità delle rispettive porte). Questo per incentivare la presenza di spazi dedicati al commercio o all’artigianato in aree dove negli ultimi tempi la rete distributiva è parsa in difficoltà.

Musica

«Questo contributo – commenta Jacopo Caroni, un ex cliente del negozio di dischi 8Balls records di via Emilia San Pietro che oggi ne è diventato titolare e lo ha ribattezzato Maggie’s Farm – dà un po’ di respiro e ci aiuta ad affrontare la crisi. È un’iniziativa che è arrivata in un momento giusto per chi deve aprire un’attività perché le spese fisse, come quella degli affitti, non sono certo calate con la crisi». Ma è anche un’iniziativa che ha contribuito a mantenere in vita uno storico negozio e a tenere viva una parte del centro, l’area limitrofa a porta san Pietro, che ha registrato una certa sofferenza dal punto di vista degli insediamenti commerciali. «Sono rimasto sorpreso quando ho visto il bando – prosegue Jacopo che per seguire la sua passione, la musica, ha rinunciato a un posto fisso e si è licenziato – sono rimasto sorpreso positivamente perché non mi aspettavo che il Comune incentivasse i giovani ad aprire qualcosa e ad azzardare. Sì azzardare perché passare dall’essere dipendente a lavorare in proprio è un altro mondo».

Atelier della creatività

In via Don Zefferino Jodi, ha invece preso vita l’atelier BW dell’australiano-reggiana Benta Claire Wiley che, grazie al contributo comunale, ha trasformato un tradizionale studio di architettura in un vero e proprio laboratorio di idee, un atelier della creatività per la progettazione di interni che mette insieme grafici, artigiani, tecnici, geometri, sarte e le diverse maestranze che desiderano sperimentarsi nell’ideazione di prototipi d’arredo. «Avevo già in mente da tempo di aprire un atelier come questo, avevo già individuato la nuova sede e il bando mi ha dato coraggio, l’ho preso come un segnale che questo cambiamento era da fare – racconta Benta – In questo momento in cui tanti studi di architettura e creativi stanno chiudendo, ho trovato in questa iniziativa un sostegno non solo economico, ma anche psicologico. Anche la presenza di alcune persone del Comune, come il sindaco, all’inaugurazione dell’atelier è stata di grande supporto, mi ha dato l’energia per continuare. E ora che sono partita e ho ricevuto il contributo, sento anche il dovere di proseguire». E da qui a febbraio (questo il tempo massimo di apertura delle attività previsto dal bando), nuove realtà giovanili apriranno i battenti. Tra i tanti anche un negozio alimentare con prodotti tipici del made in Italy.

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